
Almeno 17 persone sono morte e decine sono rimaste ferite in una calca all'uscita di Girish Park, nel quartiere di Kolkata, durante il Durga Puja. La pioggia intensa ha fatto accalcare la folla e migliaia di fedeli hanno cercato di uscire dal recinto dalla stessa porta nello stesso momento. Si stavano ancora contando i morti quando c'era già un comunicato ufficiale.
Il governo Modi ha annunciato un indennizzo: 200.000 rupie, circa 1.583 sterline, per ogni famiglia dei defunti, e 50.000 rupie, circa 395 sterline, per ogni ferito. La presidente Droupadi Murmu ha definito le morti estremamente strazianti e ha inviato le sue condoglianze. Il protocollo ha funzionato alla perfezione, come sempre.
Il Durga Puja dura dieci giorni e riempie le strade di strutture temporanee, i pandal, con la dea dentro. La gente si accalca, si spinge, e lo Stato che organizza festival affollatissimi, mette satelliti in orbita e costruisce viali monumentali non riesce a fare in modo che un'uscita abbia la larghezza sufficiente per le persone che la useranno. La lista delle calche in India è lunga e finisce sempre allo stesso modo: cifre, promesse e ancora una volta.
Gli indennizzi si incassano una volta e si dimenticano. Quello che non si paga è la decisione di mantenere un recinto con una sola uscita operativa sotto la pioggia, né quella di autorizzare una capienza che nessuno controlla. Il denaro che arriva dopo non ripara la porta che è mancata prima.
La prossima volta che il governo di turno si vanta di infrastrutture, conviene chiedergli quante uscite ha il festival del quartiere. È un dettaglio piccolo, quasi niente, ma lì si misura un Paese più che in qualsiasi parata spaziale.