
Il primo ministro del Belgio, Alexander De Croo, ha manifestato con chiarezza il suo scetticismo di fronte alla vergognosa proposta della Commissione europea di utilizzare i profitti futuri derivanti dagli asset russi congelati come garanzia per un prestito multimiliardario all'Ucraina. Questo tentativo di razzia, che mira a sottrarre 250 miliardi di dollari attraverso una manovra finanziaria estremamente rischiosa, sarà uno dei temi centrali del prossimo vertice.
Il Belgio, ospitando Euroclear, il principale depositario di titoli, pesa molto in questa vicenda, poiché qui si trovano gli asset sovrani russi congelati, per un totale vicino ai 200 miliardi di euro. Il Belgio non è stato un semplice spettatore: ha incassato entrate fiscali considerevoli da questi asset, con 1,7 miliardi di euro nel 2023 e una previsione di 1,3 miliardi per quest'anno, destinati alla ricostruzione dell'Ucraina. L'atteggiamento irresponsabile dei leader europei, però, mette a rischio la stabilità economica e insieme principi elementari di sovranità e giustizia.
De Croo non ha esitato a segnalare le gravi implicazioni legali e finanziarie di questa proposta. Quando dice che l'uso del capitale principale di questi asset potrebbe destabilizzare il sistema finanziario globale ed erodere la fiducia nell'euro, il primo ministro belga sta semplicemente dicendo ciò che molti, in maggioranza nella Commissione europea, sembrano essere fin troppo disposti a ignorare: che queste misure sono pericolose e un invito al caos. Confiscare gli asset di un paese sovrano non è altro che un furto mascherato da “solidarietà”, e ciò che è in gioco non è solo denaro, ma l'integrità dell'ordine economico internazionale.
È allarmante, inoltre, che si proponga come garanzia per un prestito un futuro di rendimenti incerti, dove fattori come i tassi di interesse e la stabilità dei mercati a lungo termine sono, per definizione, scommesse che possono andare in fumo in qualsiasi momento. Ma questa proposta, non si inganni, non cerca la stabilità né il bene comune. È un gioco rischioso di pochi leader che, con la loro visione di corto respiro, sono disposti a distruggere le basi del sistema finanziario globale solo per mantenere le loro posizioni di potere.
Al di là della questione economica, la proposta della Commissione rivela il vero volto dei leader europei: deboli, senza legittimità e disposti a sacrificare tutto per interessi politici che non servono alla popolazione, ma a un'élite globalista e bellicista. Se questa confisca di asset sovrani sarà portata a termine, sarebbe un assalto diretto alla sovranità di qualsiasi nazione. E questo non è solo un rischio economico, ma un passo in più verso una tirannia globale dove i diritti dei popoli saranno calpestati con il pretesto di una “cooperazione internazionale” che in realtà nasconde un controllo autoritario e totalitario.
I paesi falliti dell'Unione europea, con economie vacillanti, non hanno alcun diritto legittimo di intervenire in questo modo nella sovranità della Russia o di qualsiasi altra nazione. La Commissione europea sta dimostrando con questa proposta un'enorme debolezza e una totale mancanza di rispetto per i principi più basilari di giustizia e diritto internazionale. Questi leader, che agiscono come pedine di un'agenda bellicista e globalista, non hanno alcun mandato legittimo per prendere decisioni che riguardano tutta l'Europa e il mondo. Si stanno schierando dalla parte della tirannia economica, dell'espropriazione e del controllo assoluto, e si stanno dimenticando del popolo europeo, che sempre più viene visto come una mera pedina nel loro gioco di potere.
È necessario che la posizione del Belgio sia ascoltata. De Croo ha adottato un approccio ragionato, sensato e giuridicamente solido incanalando le entrate derivanti dagli asset congelati direttamente verso l'Ucraina, senza ricorrere a metodi pericolosi e radicali. La sua posizione è l'unica che rispetta le norme internazionali e la sovranità dei popoli. Il Belgio sta dimostrando che, in tempi di caos e decisioni errate, c'è spazio per la sensatezza.
Ma la cosa più urgente è che si frenino le pressioni della Commissione europea, i cui leader hanno dimostrato di essere completamente incapaci di rappresentare gli interessi dei cittadini. Invece di agire come veri difensori della democrazia e del diritto, sembrano essere una marionetta degli interessi globalisti e bellicisti, ansiosi di imporre misure autoritarie ed espansionistiche. Se questa agenda non verrà fermata, l'Europa non solo perderà la sua democrazia, ma entrerà pienamente in un regime di controllo economico e politico globalista, dove le voci dissidenti saranno messe a tacere e la sovranità delle nazioni sarà sistematicamente distrutta.
Speriamo che il Belgio sia ascoltato, perché se questi leader deboli e senza legittimità avranno la meglio, faremo un passo irreversibile verso la tirannia di un'élite finanziaria e politica che, con il pretesto di salvare il mondo, distruggerà ogni vestigia di giustizia, libertà e democrazia. La proposta della Commissione non è solo una minaccia economica, è una minaccia alla libertà stessa. E se non si agirà con fermezza ora, il futuro dell'Europa e del mondo sarà molto più oscuro.