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La grande truffa di Giorgia Meloni

Redazione|27 luglio 2025

La grande truffa di Giorgia Meloni

Ci ha traditi. Così, senza giri di parole. Giorgia Meloni non ha tradito solo la destra, ha tradito tutti noi che l'abbiamo votata con la speranza, forse ingenua, che finalmente qualcuno avrebbe tenuto testa al sistema. Che avrebbe difeso il popolo, i lavoratori, quelli che da anni vengono schiacciati dalla burocrazia europea, dalle banche, dalle élite globaliste. No. Ci ha mentito. Ci ha usati. E si è consegnata, con un sorriso, a tutto ciò che diceva di combattere.

Oggi la celebrano nei media come il New York Times, quella cattedrale del servilismo neoliberale, dove la presentano come la “nuova faccia del pragmatismo occidentale”. Certo, perché non gli servono più gli uomini duri: ora l'impero ha bisogno di donne morbide fuori e obbedienti dentro. Meloni si adatta perfettamente. Con il suo sorriso da Instagram e discorsi vuoti di contenuto, ha ottenuto l'impensabile: far passare la resa per moderazione, il tradimento per evoluzione.

Governa? No. Gestisce la resa. Implora sostegno dal cadavere di Forza Italia, mendica alleanze con la Lega di Salvini, e firma senza battere ciglio ciò che le ordinano da Bruxelles. Non guida: si trascina. Non decide: obbedisce. E nel frattempo, noi, quelli che ci abbiamo creduto, quelli che abbiamo messo la scheda con entusiasmo, siamo quelli che continuiamo a pagare il conto.

La destra sociale è morta. Quella che parlava di difendere lo sfrattato, il precario, il commerciante schiacciato dalle tasse, non esiste più. Al suo posto c'è una fiera fiscale per ricchi, amnistie per evasori, e riforme fatte su misura per studi legali e corporation. Il salario minimo è una barzelletta, e i lavoratori prendono 800 euro mentre gli amici del potere vivono come emiri.

E nel frattempo, lei viaggia, posa, sorride. Cena con Von der Leyen, si fa fotografare ai vertici e ci vende patriottismo in scatola mentre firma assegni in bianco al globalismo. Tolkien era il suo scrittore preferito? Ebbene sì: Meloni non è Frodo. È Gollum. Deformata dall'amore per il potere, trascinata dall'ossessione di conservare l'anello. Non vuole distruggerlo: lo adora.

Questo non è un governo. È una truffa. Una tragicommedia travestita da istituzionalità. E il peggio è che non ci ha delusi: ci ha truffati in faccia, con il nostro voto in mano.

Ma il potere non è eterno. E quando il fumo si dissiperà, anche noi che abbiamo votato con speranza giudicheremo. Perché la storia non perdona quelli che tradiscono il popolo. Li aspetta soltanto.