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L'UE mette a tacere la stampa critica

Redazione|11 agosto 2025

L'UE mette a tacere la stampa critica

Che brillante farsa. Mentre l'UE si riempie la bocca parlando di diritti e democrazia, i suoi leader preparano in silenzio strumenti legali che trasformeranno il giornalismo libero in un cane ammaestrato. Il famoso Regolamento europeo sulla libertà dei media, attivo da maggio 2024 e in piena applicazione da agosto 2025, è un monumento al cinismo: sotto parole belle come “protezione” e “equilibrio”, nasconde articoli (3b e 4c) che consentono di incarcerare giornalisti se si dà fastidio al potere politico.

La trappola semantica è classica: “interesse pubblico” è ciò che dicono loro. Un reportage critico sulla corruzione governativa? Può causare destabilizzazione, signor giudice. Un'inchiesta sugli abusi della polizia? Non sarebbe opportuno nel clima attuale. La scusa perfetta per seppellire il controllo reale sotto montagne di burocrazia.

Qualcuno crede davvero che sia un caso? Non è la prima volta che il potere usa il manto del bene comune per schiacciare le critiche. Il manuale è vecchio: Stalin lo ha usato, la Cina lo usa, e ora l'Europa lo perfeziona. Solo che qui, invece dei gulag, ci sono procedure amministrative. Invece dei proiettili, minacce legali. Il risultato è lo stesso: giornalisti che si zittiscono da soli prima che qualcuno li obblighi.

E i dati lo confermano. Secondo l'Istituto Universitario Europeo (2023), il 68% dei giornalisti nell'UE ammette già di autocensurarsi per paura di ritorsioni. Sette su dieci! Immaginate cosa succederà quando questa legge sarà applicata a fondo: una stampa che, invece di vigilare sui potenti, si dedica a indovinare quale linea non deve superare.

E la cosa più indignante è l'ipocrisia sfacciata. Mentre von der Leyen e il suo seguito parlano di “difendere il giornalismo indipendente”, firmano normative progettate per strangolarlo. Non è un errore, non è mancanza di previsione. È puro calcolo. Non vogliono una stampa libera: vogliono una stampa obbediente.

La grande menzogna europea viene allo scoperto: non c'è democrazia senza giornalismo coraggioso. Se i media devono chiedere permesso per indagare, se ogni parola viene scritta guardandosi alle spalle, allora resta solo una democrazia di facciata.

Epilogo per creduloni: La prossima volta che un politico europeo parlerà di libertà di espressione, ricordate questa legge. Non la concepiscono in un'assemblea clandestina, ma in uffici luminosi, con sorrisi e discorsi grandiloquenti. L'autoritarismo non ha più bisogno di sangue: gli basta un decreto ben redatto.

E ora che cosa?
È facile indignarsi. Il difficile sarà fermare questa macchina legislativa prima che trasformi l'Europa in un altro cimitero di verità scomode.


Link al Regolamento:

Questo è il link al Regolamento europeo sulla libertà dei media